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Tour della conoscenza - Chiaromonte (PZ)

Sabato 03 maggio 2008 - Tour della Conoscenza a Chiaromonte (PZ) "…… sulle vie del Sambuco, tour di cultura e  sapori della tradizione."

Scheda

CHIAROMONTE (PZ) . E’ sito a 794 mslm su uno sperone roccioso dominante la valle del fiume Sinni (a sud) e la valle del torrente Serrapotamo, suo affluente (a nord). Verso est si erge l'altura denominata "Timpa Angari", alle cui pendici si trova l'ex area archeologica locale (ritrovamento di una tomba di un guerriero italico del VI secolo a.C.). Il centro storico è raccolto sullo sperone roccioso a mo' di anfiteatro, mentre il centro moderno si è espanso velocemente alle pendici del colle. Il territorio comunale è suddiviso in diverse frazioni. Una caratteristica del paese è la presenza di numerose grotte scavate nella roccia, in cui sono conservate le riserve di vino rosso prodotto artigianalmente dai vigneti locali, uno degli elementi fondamentali della gastronomia di Chiaromonte. Il centro è di origine molto antica, e si hanno testimonianze di presenze umane fin dall'età del Ferro e poi di una penetrazione della cultura greca. Diventato un importante centro commerciale, seguì una fase di decadenza in epoca romana. Durante il Medioevo vi fu eretta una fortezza da parte di Normanni e Longobardi, dopo che nel IX secolo un terremoto l'aveva rasa al suolo. Subentrarono in seguito le famiglie feudatarie Chiaromonte e Sanseverino, che costruirono il castello (oggi ex-monastero) e le mura, con torri cilindriche e quadrate. L'origine del toponimo è ancora discussa. Probabilmente deriva dal latino "Clarus Mons", in riferimento alla posizione dominante, o forse in relazione all'aspetto del luogo, disboscato e quindi libero (clarus).

PATRIMONIO ARCHITETTONICO. Sono numerosi gli edifici religiosi e civili di notevole interesse storico. Sulla sommità del centro, poco distante dal "Catarozzolo", si trova la Chiesa di San Tommaso. La chiesa madre è dedicata a San Giovanni Battista, a tre navate, che custodisce una Madonna del Rosario su tavola del XVI secolo. Il Castello-monastero, di fronte all'ingresso della Chiesa di San Tommaso, fungeva da Castello baronale e fu ingrandito e abbellito dai Sanseverino nel XVI secolo. Altri edifici religiosi sono la Cappella di S. Maria Melfitana (o dell'Immacolata Concezione), la Venerabile Cappella della S.ma Annunziata, eretta nel territorio detto "Grotta dell'Acqua", poco sotto l'abitato, la cappella dello Spirito Santo, alla base meridionale del paese, nella località omonima. In località Sagittario si erge la chiesa della Madonna del Sagittario. In contrada Sant'Uopo si erge infine la cappella, recentemente ristrutturata, detta di Sant'Opo, a 4 chilometri dall'abitato, dedicata all'eremita omonimo, che si narra avesse virtù profetiche e la capacità di provocare la pioggia ed era assai amato dagli agricoltori.Tra gli edifici civili più importanti, sono degni di nota il Palazzo Vescovile (1609) e il Palazzo di Giura, con annessa Torre cilindrica (XVIII sec.), che conserva al suo interno cimeli, oggetti artistici di gran valore e carte provenienti dalla Cina, portati da Ludovico Nicola di Giura, ufficiale medico presso la corte imperiale in Cina nel primo Novecento.Palazzo LEO, del giurista e patriota Francesco Leo. Da ricordare sono anche la porta d'ingresso più antica, denominata "Il Portello", nel rione omonimo poco sotto la chiesa madre e i resti della Torre della Spiga, vestigia delle antiche mura che cingevano il borgo.

LA SAGRA DEL SAMBUCO. La sagra è unica nel suo genere nell’intero panorama regionale, ove si ignorano le applicazioni culinarie di questa pianta, addirittura ritenuta da qualcuno, velenosa. L’unicità della manifestazione, nel passato, ha sempre attirato visitatori dei paesi limitrofi, e un’attenta promozione sui quotidiani e per radio, la scorsa edizione ci ha consentito di avere un discreto pubblico proveniente dalla vicina Puglia. Anche quest’anno l’obiettivo, oltre a promuovere la tutela, la valorizzazione, la diffusione e il consumo del sambuco con il Marchio del Parco del Pollino, è di riproporre usi e costumi del passato locale, proponendoli anche a visitatori esterni, nella convinzione che la loro unicità possa essere motivo di promozione del nostro territorio.Caratteristiche generali del sambuco – (Sambucus nigra). Il Sambuco è una pianta originaria dell'Europa e del Caucaso; oggi è una specie ormai cosmopolita, diffusa in tutte le aree temperate dei continenti. In Italia è presente in tutte le regioni, dal piano ai 1.400 metri circa di quota Raggiunge al massimo un'altezza di 10 metri. Ha chioma espansa, densa e globosa. I fusti sono retti e molto ramificati, con rami ad andamento arcuato e ricadente.Le strutture riproduttive compaiono in aprile-giugno, sono bianco crema, riuniti in corimbi ombrelliformi. I frutti sono delle drupe globose, succose a maturità, viola-nerastre; contengono da 2 a 5 noccioli monospermi a forma di pinolo. Molteplici sono gli usi delle varie parti della pianta di sambuco.I fiori, le foglie e la scorza fresca vengono impiegate per preparazioni medicinali di tipo cutaneo (non per uso interno perché contengono alcaloidi pericolosi).I fiori vengono usati per preparare frittelle, dolci casalinghi e uno squisito sciroppo.Con i frutti ben maturi si ottiene un fermentato (vino di sambuco) e si possono preparare sciroppi, gelatine e marmellate. Il midollo di sambuco veniva impiegato nella strumentazione da laboratorio e in modellistica.

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